Perché cercare un’alternativa a Crisp
Crisp si è guadagnato un posto tra startup e PMI europee come alternativa più accessibile e gradevole a Intercom: un inbox condiviso che riunisce chat web, email, WhatsApp, Instagram e Messenger in un’unica casella, con la tranquillità aggiuntiva di essere un’azienda francese e quindi attraente per chi dà priorità alla residenza dei dati nell’UE. È uno strumento ben costruito e il suo piano gratuito è tra i più generosi del mercato, perché include diversi canali – WhatsApp tra questi – senza costi. Il motivo per cui molti team iniziano a guardare altrove non è la qualità di Crisp, ma la sua natura: Crisp è progettato perché siano le persone a gestire le conversazioni, non perché un’IA le risolva da sola. Il suo livello di intelligenza artificiale (CrispGPT, MagicReply) assiste l’agente umano suggerendo risposte, ma non sostituisce il team né porta avanti una vendita dall’inizio alla fine. A questo si aggiunge un attrito di costo molto concreto: il salto tra i livelli è brusco. Si passa dal piano gratuito a Pro per circa 25 $/mese, ma lo scalino successivo, Unlimited, si aggira sui 95 $/mese, e il piano Plus per le aziende parte intorno ai 295 € al mese. Per una piccola impresa in crescita, quel salto può arrivare prima del previsto, e ciò che si ottiene in cambio resta, in sostanza, un inbox che il tuo personale deve presidiare.
